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Notizie dall\'Umbria

Legge Regionale n. 18/2012 sul riordino dei servizio sanitario regionale.

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Disponibile il documento del Sistema Informativo e Mobilità Sanitaria della Regione Umbra sulla "Mobilità sanitaria per patologie oncologiche relativo agli anni 2008-2010"

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E' stato convocato per il 28 Febbraio 2011 Convocazione Coordinamento Rete Oncologica Regionale con il seguente ordine del giorno:

1.    Approvazione resoconto attività della ROR anno 2011 - dati sulla mobilità regionale
2.    Stato di attuazione del processo di informatizzazione - Log 80 (Dott.ssa PaolaCasucci)
3.    Approvazione relazione di sintesi della I° conferenza organizzativa
4.    Proposta del piano di attività per il 2012 - priorità:
•    Riduzione della spesa
•    Riduzione mobilità passiva
5.    Approvare la costituzione delle commissioni per :
•    La ricerca
•    La formazione
6.    Approvare la costituzione del Gruppo di Lavoro per la multidisciplinarietà.
7.    Varie ed eventuali

Il 24 novembre 2011 si è svolta, presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina al Polo Unico Ospedaliero di Perugia, la 1° Conferenza Organizzativa della Rete Oncologica Regionale (ROR) dell’Umbria, secondo il programma allegato.

La ROR ha preso avvio intorno alla metà degli anni 2000 ed è stata ufficialmente riconosciuta con delibera regionale nel dicembre 2008.

Si è ritenuto pertanto che fosse il tempo di fare il punto sull’organizzazione della rete, rendere noti i risultati conseguiti, presentare le criticità riscontrate e prospettare i possibili ulteriori sviluppi.

La Conferenza si è aperta con l’intervento dell’Assessore alla Sanità Franco Tomassoni, che ha messo in rilievo le finalità della Rete Oncologica Regionale, che si possono sintetizzare nei seguenti punti:

 

  1.  l'applicazione della programmazione regionale in materia dì prevenzione e cura delle malattie neoplastiche;
  2. la necessità di azioni mirate al coordinamento delle strutture regionali al fine di permettere la continuità assistenziale nella fase di diagnosi e di cura sia intra che extra ospedaliera.

 

Il Direttore Generale della Sanità Umbria, dott. Emilio Duca, ha presentato a grandi linee quello che può essere considerato un programma regionale integrato contro il cancro, partendo da una valutazione della epidemiologia del fenomeno cancro nella nostra regione.

In Umbria l’incidenza e la mortalità da cancro si pongono in una situazione “ media “ per quanto riguarda il confronto con il resto d’Italia.

Dai dati ricavati dal RTUP (Registro dei Tumori Umbro di Popolazione), uno dei pochissimi registri regionali e dall’insieme dei dati italiani dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) raccolti nel 2011 si può vedere come l’incidenza annuale dei tumori sia in lieve aumento, in rapporto soprattutto all’allungamento della vita media e come la sopravvivenza tenda a migliorare e la mortalità a ridursi in relazione ad una prevenzione più efficace  (screening della mammella, colon e collo dell’utero) e soprattutto a possibilità diagnostiche e terapeutiche decisamente migliorate nel loro complesso.

I dati umbri più recenti relativi al periodo 2006-2008 mettono in evidenza un numero medio  di nuovi casi ogni anno pari a 3638 per i maschi  e  a  2826  per le femmine, per un totale di 6464 (includendo anche i tumori cutanei).

La mortalità , per lo stesso periodo di osservazione, si attesta su un numero medio annuo di 1543 per i maschi e 1178 per le femmine.

I casi “prevalenti“, cioè tutti i casi che hanno avuto una diagnosi di tumore e che sono viventi, risultano per l’Umbria intorno ai 38.000, secondo una stima elaborata dall’AIRTUM.

A conclusione del suo intervento il Dott. E. Duca ha così sintetizzato il progetto regionale della rete oncologica:

La visione futura è di tradurre in pratica compiutamente l’idea di una nuova sanità  che produca compatibilità e coerenza tra saperi complementari. L’impegno è di bilanciare l’autonomia aziendale con forme organizzative  che derivano dal sapere professionale. Lo sforzo è di non ingabbiare burocraticamente le reti, ma nello stesso tempo di dare forza a quanto deciso nelle reti. L’idea è di arrivare ad un modello che permetta di favorire la massima accessibilità alle migliori professionalità concentrando specifiche patologie verso strutture in grado di garantire la migliore performance. A tal fine la mobilità dei professionisti  diventa un elemento determinante. La sfida è di lavorare insieme, fuori da logiche di “posizionamenti” e di “appartenenze” “.

Il prof. Amunni, direttore operativo dell’Istituto Toscano Tumori “ITT”, ha parlato della Rete come “rivoluzione culturale” della moderna oncologia, prospettando i perché della Rete, le criticità attuali dell’oncologia che la rendono necessaria, gli obiettivi strategici più importanti. Ha inoltre illustrato i vari modelli di rete, le indicazioni organizzative nell’ambito anche della programmazione nazionale ed infine, la possibilità di costituire una rete delle reti. Vedi presentazione G. Amunni à

M. Tonato, dopo una sintesi dell’evoluzione organizzativa dell’oncologia in Umbria, ha presentato i principali  risultati finora conseguiti dalla ROR. Vedi presentazione M.Tonato à

È stato elaborato un modello organizzativo della ROR sul tipo HUB and SPOKE, cioè con due poli oncologici (Hub di  Perugia e Terni) dove si concentra l’assistenza ad elevata complessità e dove sono presenti tutte le specialità mediche e chirurgiche.

Oltre ai poli ci sono naturalmente le altre strutture ospedaliere della regione (Spoke) oltre a quelle territoriali presenti in maniera diffusa (distretti, Hospice, ambulatori ).

La rete cosi costituita è governata da un Comitato di Coordinamento dove sono presenti i direttori sanitari, i responsabili delle strutture complesse e semplici di oncologia e di radioterapia oncologica, il preside della facoltà di medicina, il direttore del RTUP oltre al responsabile del Servizio di  Programmazione socio-sanitaria dell'assistenza di base e ospedaliera della Regione.

Per dirimere le questioni più specificamente tecnico scientifiche la ROR si avvale di un Comitato Tecnico Scientifico dove sono rappresentate tutte le competenze professionali.

 

Entrambi questi comitati sono guidati da un Coordinatore.

Il modello organizzativo  rappresenta un modello “dinamico“ che può adeguarsi nel tempo alle varie necessità e che può rappresentare, qualunque sia la struttura organizzativa del SSR, un momento di coesione e di raccordo.

Il Comitato di Coordinamento ha definito  le priorità della rete che riguardano:

·         la multidisciplinarietà

·         l’ adozione di un percorso assistenziale e di standard diagnostico-terapeutici comuni (linee guida)

·         l’informatizzazione in oncologia

·         la formazione e la ricerca

 

La multidisciplinarietà è il principio in base al quale è necessario prevedere fin dall’inizio del percorso assistenziale il coinvolgimento di tutte le figure professionali competenti per quella patologia. In tal modo è possibile attuare una piena sinergia tra gli operatori, volta a definire in modo coordinato ed in un tempo unico il percorso ottimale per ogni singolo paziente. Vedi presentazione L.Crinò à

In tale ottica sono stati attivati, nei due poli oncologici di Perugia e Terni, e negli altri ospedali della Regione gruppi oncologici multidisciplinari (GOM), a dimensione aziendale e interaziendale, per le patologie neoplastiche riguardanti la mammella, il polmone, gli apparati gastroenterico, urologico, ginecologico,le  neoplasie della testa e del collo e del sistema nervoso centrale.

Per il melanoma, i tumori neuroendocrini e la tiroide, data la loro relativa rarità, sono stati attivati GOM regionali che comprendono tutti gli specialisti della regione.

Nei GOM sono presenti tutte le componenti professionali, ospedaliere ed universitarie, rappresentate essenzialmente da radiologi, anatomo patologi, chirurghi, oncologi medici , oncologi radioterapisti , medici nucleari, chirurghi specialisti d’organo oltre alle altre figure professionali che completano il team nella sua specificità (pneumologi, gastroenterologi, dermatologi, neurologi, psicologi, riabilitatori,palliativisti, algologi, nutrizionisti,  ecc.).

Le funzioni dei GOM si possono sintetizzare nei seguenti punti:

-       Discussione collegiale dei casi clinici e definizione del piano diagnostico terapeutico individuale.

-       Individuazione di percorsi diagnostici e terapeutici e stesura di linee guida per patologia a dimensione regionale.

-       Revisione della letteratura scientifica.

-       Elaborazione e/o partecipazione a programmi di ricerca e trial clinici di interesse multidisciplinare.

La multidisciplinarietà, realizzata secondo i principi sopra riportati, e il sistema di accoglienza oncologica, entrambe previste dalla raccomandazione ROR n° 1 (DGR n°2012 del 30-12-2010) hanno sostanzialmente rivoluzionato l’approccio al malato neoplastico. Per il paziente il grande vantaggio consiste nel sapere di poter trarre benefici dalle conoscenze e dalla esperienza di tutti gli specialisti e di veder applicata al proprio caso la terapia migliore oggi disponibile.

La definizione del percorso assistenziale omogeneo  per singola patologia neoplastica è frutto della collaborazione da parte delle aziende  con i GOM  nella loro  dimensione regionale. Tale percorso si svolge dalla diagnosi precoce fino alle fasi terminali di malattia e deve tener conto delle capacità organizzative presenti in loco ed anche dalle possibilità di integrazione offerte dalla ROR. Le esperienze di alcuni GOM, diverse per tipologia e sede, sono state presentate rispettivamente da G.M.R.Cirinei, F.Checcaglini, M.Coccetta e P.Ferolla.

Inoltre sono state elaborate  le linee guida per i tumori tiroidei (vedi presentazione E.Puxeddu à ), per il melanoma (vedi presentazione S.Simonetti à ) e sono in via di elaborazione quelle per i tumori neuroendocrini.

Per quanto riguarda l’informatizzazione i passi di concreta realizzazione possono essere cosi sintetizzati:

-       Programma informatico comune per tutte le anatomie patologiche della Regione

-       Programma regionale per gli screening

-       Aggiornamento della struttura informatica del RTUP

-       Sviluppo e gestione di un portale informatico dedicato    www.reteoncologicaumbria.org

Infine per le priorità della formazione e ricerca sono state realizzate le seguenti iniziative:

            a) per la formazione:

·         Nomina di una commissione per la formazione che comprende le principali figure professionali con un ruolo specifico nel settore per definire ed elaborare il piano annuale di formazione della rete.

·         Organizzazione di convegni, del tipo “ consensus conference “, in genere a carattere annuale, per i GOM e gruppi di lavoro.

·         Corsi di formazione per personale medico e sanitario su tematiche inerenti l’attività clinica e di ricerca della ROR.

·         Attribuzione di crediti formativi ECM per i membri dei gruppi multidisciplinari con modalità omogenee in tutte le aziende regionali.

b) per la ricerca:

·         Nomina di una commissione per la ricerca che coordini le attività tra le varie componenti della rete

·         Programmi di ricerca comuni su tematiche di interesse generale quali: l’epidemiologia, gli studi di out come, le metodologie di lavoro ecc.

·         Programmi di ricerca su temi più specifici in relazione all’interesse delle singole istituzioni.

·          Collaborazioni nazionali ed internazionali con società scientifiche e centri di ricerca che gli oncologi della ROR hanno già in atto da anni e che hanno rappresentato sempre un elemento di grande valenza culturale e di sistematica valorizzazione dell’oncologia umbra.

Tra le articolazioni della rete oncologica regionale assumono particolare importanza i gruppi di lavoro ed i tavoli di coordinamento.

Sono stati attivati gruppi di lavoro che rappresentano uno strumento di aggregazione e di collaborazione tra diverse competenze specialistiche per poter studiare un argomento specifico,valutarne la rilevanza,prospettare risposte e /o soluzioni.

Gruppi di lavoro attivati per:

-       L’ Ipertermia

-       L’epidemiologia dei tumori

-       La psiconcologia

-       La problematica trombosi-cancro

-       La valutazione dell’uso dei marker tumorali

-       L’uso appropriato dei farmaci oncologici ad alto costo

Su questo ultimo tema è  stata una prodotta una raccomandazione, adottata dalla Giunta Regionale con DGR n°325 del 4-4-2011, che costituisce  un codice di comportamento che gli oncologi umbri e i farmacisti ospedalieri hanno deciso di adottare  per cercare di conciliare l’esigenza di offrire i trattamenti più efficaci a costi sostenibili. Tale documento è al momento unico nel panorama nazionale ed ha costituito motivo di particolare interesse in varie sedi istituzionali. Vedi presentazione F.Roila à

I tavoli di coordinamento hanno lo scopo di coordinare l’attività delle varie discipline non oncologiche  in senso stretto per favorire la loro interazione con la rete oncologica.

Verranno a breve formalizzati i tavoli di coordinamento per le specialità non prettamente oncologiche ma con competenza oncologica generale quali l’anatomia patologica (vedi presentazione A.Sidoni à ), la radiologia, la medicina nucleare (vedi presentazione M.E.Dottorini à ) e la chirurgia generale. Inoltre sono in via di attivazione due tavoli rispettivamente con le associazioni di volontariato in oncologia (vedi presentazione A.M.Biancifiori à )  e con gli infermieri operanti nei reparti e ambulatori di oncologia della rete. Vedi presentazione M.Picciafuoco à. A. Rulli ha presentato la Lega Italiana per la lotta contro i tumori LILT illustrando in particolare le attività svolte nella nostra regione e prospettando una utile sinergia in futuro con la rete oncologica regionale.

Nella sessione IV del pomeriggio sono state evidenziate le criticità della ROR soprattutto per quanto riguardo l’applicazione a livello aziendale del modello organizzativo regionale (vedi presentazione P.Perone-P.Pirola à ) e l’integrazione ospedale-territorio (vedi presentazione M.Brugia-R.Rossetti à ). Le osservazioni fatte sono state molto puntuali e possono essere considerate molto utili ai fini di una messa a regime completa ed efficace del modello organizzativo e della operatività della ROR.

Quali sono i programmi per il prossimo futuro?

Innanzitutto  va implementato un programma gestionale informatico unico che permetta la condivisione delle informazioni e lo scambio dei dati tra tutti i centri operativi della rete in tempo reale. Vedi presentazione P.Casucci e F.Bianconi à

Ciò significherebbe oltre ad una riduzione dei tempi operativi e ad una semplificazione delle modalità burocratiche, una possibilità di valutazione e studio delle attività della rete, unico presupposto perché le iniziative future in campo sanitario, per quanto attiene all’oncologia, possono essere prese su dati certi ed obiettivi.

La messa a regime di un sistema gestionale informatico di questo tipo renderebbe inoltre molto più efficace e valido il lavoro che l’RTUP sta già portando avanti. Il progetto ha consentito importanti passi avanti nella realizzazione di una integrazione funzionale del registro tumori nella rete oncologica regionale.

Gli elementi cardine del progetto sono stati

a.         La definizione di un modello di registro tumori finalizzato alla sorveglianza e alla valutazione oncologica. Tale modello che si fonda sulla stretta condivisione degli obiettivi di ricerca e valutazione nell’ambito della rete oncologica e su una moderna struttura informatica in rete è stato oggetto di pubblicazioni e presentazioni a convegno internazionale

b.         Lo sviluppo di basi dati ad alta definizione per i tumori del colon retto e della mammella che sono in grado di fornire numerosi indicatori di processo ed esito.

c.         La realizzazione di progetti ad alta risoluzione basati sulla partecipazione attiva dei gruppi multidisciplinari della rete oncologica sia alla definizione del progetto di ricerca sia alla successiva raccolta delle informazioni cliniche per i tumori maligni della tiroide e per il melanoma cutaneo. Tali innovativi progetti sono andati avanti parallelamente alla realizzazione di linee guida regionali dedicate, cui peraltro il gruppo di ricerca del registro ha collaborato attivamente.  Vedi presentazione F. Stracci à

Un aspetto importante è quello della collaborazione piena con le altre reti sanitarie della Regione ( laboratori, terapie palliative e terapia del dolore, riabilitazione  ecc…)  e con le altre Reti oncologiche regionali.

Inoltre si ritiene assolutamente indispensabile il coinvolgimento dei medici di medicina generale per rendere ottimale i percorsi diagnostico-terapeutici e per assicurare la continuità assistenziale. Vedi presentazione F.Germini à

 

 

Il Dott. M.Catanelli interviene sostenendo che l’attivazione delle reti regionali non è partita su sollecitazione della crisi economico finanziaria, e non aveva ancora le dimensioni attuali ma la spinta fu dettata dalla necessità di legittimare pienamente il SSR come un sistema unitario, coeso, garante di equità di accesso e di trattamento, cooperativo e non competitivo. Di qui la necessità di attivare percorsi che facessero dell’integrazione e dell’appropriatezza gli obiettivi processuali e con l’obiettivo di porre la persona (non il cliente, non l’utente, non il paziente) al centro del sistema sanitario.Oggi a tutto questo si aggiunge, ma si poneva anche ieri e non come variabile indipendente, il problema della sostenibilità del sistema.Le reti quindi nascono con il compito di definire le opportunità mentre rimane compito delle direzioni generali aziendali definire la fattibilità. Per salvaguardare questa dimensione all’interno delle reti sono infatti presenti oltre i professionisti, anche i direttori sanitari. Le reti per questo hanno una natura funzionale, non gestionale.

Questo è il passato ma soprattutto è il presente delle reti, anche  della rete oncologica.

Per il futuro è indispensabile definire con maggiore puntualità la natura giuridica delle reti, partendo dal presupposto che non sono strutture volontarie né società scientifiche, ma che devono inserirsi in maniera coerente e funzionale negli attuali assetti organizzativi del SSR. Di esse pertanto va meglio definito il modello organizzativo e individuate le modalità di  rapporto con le direzioni generali delle aziende sanitarie, per evitare incomprensioni o sovrapposizioni.

Le reti devono essere rappresentative delle culture, delle sensibilità e delle organizzazioni che sono attive nella disciplina oggetto di ogni rete. Nel campo oncologico va pertanto recuperato un rapporto organico con l’ematoncologia, va reso ancora più produttivo  il rapporto attualmente esistente con il Registro tumori, vanno coinvolti il sistema della cure palliative e il sistema della terapia del dolore.

Ogni rete deve inoltre rapportarsi con gli ambiti territoriali, a partire dalle strutture del SSR presenti nel territorio, quali i Distretti per finire ai MMG e PdLS, oggi coinvolti in un processo che prevede il loro inserimento nella medicina di gruppo, nella medicina di rete, nelle aggregazioni funzionali territoriali, passando per le associazioni dei pazienti e dei familiari, per il volontariato e per l’impresa sociale no profit.

Anche la natura e il contributo che tutto insieme il terzo settore può dare è in piena evoluzione, a partire dalla entrata in campo di fondazioni che raccolgono l’eredità dell’associazionismo e del volontariato portando in dote anche risorse umane e finanziarie proprie, naturalmente all’interno di un percorso di accreditamento e di valutazione dettato e governato dal sistema pubblico.

In ultimo la prevenzione, la quale oggi ha individuato tre macroaree di intervento che hanno ricadute non indifferenti sul terreno oncologico: l’obesità e il sovrappeso, la sedentarietà e l’abuso di alcol e di fumo di sigaretta.

Anche l’intervento della Dott.ssa D.Giaimo è stato centrato sulla importanza della prevenzione anche in campo oncologico e sulla necessità che quanto oggi è realizzato nei progetti di prevenzione su scala nazionale sia pienamente integrato con l’attività della rete oncologica regionale. A tal fine nella nostra regione un passo concreto in questa direzione è rappresentato da una sinergia sempre maggiore tra i programmi di screening e l’attività dei  gruppi multidisciplinari per patologia.  

Alla Conferenza sono intervenuti la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini;  l’Assessore alla Sanità, Franco Tomassoni; il Direttore Generale della Sanità, Emilio Duca;  i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, W.Orlandi e G.Giovannini, dell’ASL 3 S.Fratini, dell’ASL 4 V.Panella, oltre a molti operatori sanitari dell’area oncologica ma non solo.

Ciò sta a significare l’importanza dell’evento soprattutto in un momento di difficoltà come l’attuale, dove la Rete rappresenta comunque un momento di raccordo e coesione in grado di assicurare, se pienamente realizzata, prestazioni che rispondono ai criteri dell’appropriatezza, dell’efficienza, dell’equità ma anche della sostenibilità economica.

Il 24 novembre 2011 si svolgerà la 1° Conferenza Organizzativa della Rete Oncologica Regionale dell’Umbria presso  l’Aula Magna  della nuova Facoltà di Medicina dell’Università di Perugia.
La Conferenza ha lo scopo di fare il punto sullo stato della Rete, valutare quanto finora  fatto e prospettare gli ulteriori passi avanti in una ottica molto pragmatica.
Il programma preliminare, che sarà reso disponibile a breve,  prevede interventi a tutto campo, intesi come testimonianza di ruolo e di partecipazione .
Verranno valutati gli aspetti  critici ma ovviamente anche le possibilità di ulteriori sviluppi.
La partecipazione di tutte le persone a vario titolo  coinvolte potrà rendere piena la consapevolezza di quanto finora fatto e  molto proficua la discussione sui temi più rilevanti.

 

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Statistiche sui tumori in Umbria

Grazie alla fattiva collaborazione con il Registro Tumori Umbro di Popolazione (RTUP) sono disponibili anche sul sito della ROR i più significativi dati epidemiologici dei tumori in Umbria.

Statistiche tumori in Umbria

 

 

Nuovo comitato di coordinamento ROR

A seguito delle nomine dei nuovi dirigenti aziendali da parte della giunta regionale a decorrere dal 1° Marzo 2016, è stato nominato il nuovo comitato di coordinamento costituito come segue

Membri del comitato di coordinamento

 

 

ROR dell'Umbria nel panorama nazionale

La ROR dell'Umbria considarata tra le 6 reti oncologiche regionali più avanzate nello sviluppo in Italia.

Convegno al Ministero della Salute, Roma. 20 Ottobre 2016.

Programma evento

 

 

Congressi e conferenze

I PERCORSI DIAGNOSTICO- TERAPEUTICI ED ASSISTENZIALI (P.D.T.A) REGIONALI PER I TUMORI NEUROENDOCRINI

Aula Rita Levi Montalcini
C.R.E.O., Piazzale Menghini 1, PERUGIA
7 Aprile 2017

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3° GIORNATA ONCOLOGICA UMBRA, TERAPIE MEDICHE ANTITUMORALI: QUALI NOVITA'

TERNI 11-12 MAGGIO 2017
Sala CONGRESSI
HOTEL VALENTINO
Via Plinio il Giovane, 3/5

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ESMO

Copenhagen, Denmark. 7-11 Ottobre 2016

Programma

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AIOM

Roma, 28-30 ottobre 2016

Programma

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Azienda Ospedaliera PG

Azienda Ospedaliera Perugia

Azienda Ospedaliera TR

Azienda Ospedaliera Terni

USL Umbria 1

USL Umbria 1

USL Umbria 2

USL Umbria 2