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 messaggi chiave
·  individuare i tumori in fase precoce aiuta a limitare i danni e a modificare la prognosi della malattia
·  grazie anche agli screening, la mortalità per cancro della mammella è diminuita del 20% in molti Paesi
·  il Pap test è l’unico test di screening validato per il carcinoma della cervice uterina
·  lo screening per il carcinoma del colon retto, al pari di quello del carcinoma della mammella e della cervice uterina, è stato inserito tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea)
 
La strategia per il controllo dei tumori deve basarsi innanzitutto sulla prevenzione primaria, ovvero su politiche e comportamenti individuali mirati a ridurre l’esposizione ai fattori di rischio cancerogeno. Ma questo non basta: per molti tumori non sono chiari tutti i fattori di rischio esistenti oppure non è facile ipotizzare interventi (o consigliare comportamenti) che riducano l’impatto di questi fattori. Si possono però individuare strategie di prevenzione secondaria, che consentano di individuare i tumori (o le lesioni che ne precedono l’insorgenza) in una fase precoce in modo da limitare i danni all’organismo e di modificare la prognosi della malattia. Senza questa seconda condizione, non è detto che la diagnosi precoce sia un vantaggio per una persona asintomatica. A causa di alcuni problemi interpretativi di particolare complessità (length bias, lead time bias, ecc), la valutazione di efficacia dei programmi di diagnosi precoce organizzata (screening) può essere svolta solo attraverso studi prospettici randomizzati. Attualmente gli unici programmi di screening riconosciuti generalmente efficaci in campo oncologico sono lo screening mammografico, quello per il carcinoma della cervice e quello per il tumore colorettale.
Per questi tre screening si rinvia al documento della Regione Umbria (clicca per accedere)

 

PER INFORMAZIONI CONTATTARE IL + 39 0755784107 O SCRIVERE  reteoncol.umbria@ospedale.perugia.it

 

 

 FINALITÀ DELLA RETE ONCOLOGICA

 

 

 

  • Applicazione della programmazione regionale in materia di prevenzione e cura delle malattie neoplastiche

  • Coordinamento delle strutture regionali al fine di permettere la continuità assistenziale nella fase di diagnosi e di cura sia intra che extra ospedaliera

  • Integrazione di tutte le competenze cliniche attraverso i gruppi multidisciplinari per patologia 

  • Miglioramento continuo della qualità dell'assistenza attraverso il coinvolgimento dei professionisti nella valutazione dell'efficacia, della appropriatezza, della sicurezza e dell'equità e dell'efficienza dell'attività clinica

  • Integrazione tra le strutture oncologiche regionali in un sistema che coinvolga anche i medici di medicina generale

  • Coordinamento delle attività di ricerca translazionale e clinica in campo oncologico

 SCOPRI I DETTAGLI


 

 EVOLUZIONE ORGANIZZATIVA DELLE STRUTTURE ONCOLOGICHE DELLA RETE

 

 

 

PERCORSI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI ASSISTENZIALI (PDTA)

 
USL Umbria 1 
USL Umbria 2  
 
 
 
 
 
 
 
Azienda Ospedaliera Perugia
 
Azienda Ospedaliera Terni
 
 

Palazzo C.R.E.O Azienda Ospedaliera Perugia Sant’Andrea delle Fratte-06156 Perugia

Coordinatore: Dr Fausto Roila

Referente Scientifico: Prof Maurizio Tonato