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Notizie dall'Umbria

 

Modello organizzativo della rete oncologica istituita con DGR 1662 del dicembre 2008: aggiornamento a seguito del riordino amministrativo del SSR (L.R. n.18 del 12 novembre 2012)

Premessa

L’oncologia costituisce una delle priorità del sistema salute in ambito nazionale, sia per l’incidenza, (250.000 nuovi casi l’anno) che per la prevalenza dei tumori in Italia (nel 2014  sono previsti oltre 2 milioni di casi). La Regione Umbria è da tempo orientata a sviluppare un’adeguata programmazione volta a migliorare tutti gli aspetti della lotta contro il cancro sia per quanto riguarda la prevenzione che per la qualità dell’assistenza e della ricerca.

Ne deriva l’adozione nelle strutture di modelli organizzativi finalizzati a favorire e creare meccanismi che permettano azioni coordinate tra un numero elevato di ruoli interdipendenti, ma tutti centrati al paziente. I principi fondamentali che, secondo il Piano Sanitario Regionale, qualificano «il governo della pratica clinica» sono la collaborazione multidisciplinare e multi professionale e la responsabilizzazione e partecipazione dei cittadini e degli operatori.

Il Piano sanitario regionale 2009 – 2011, fa delle reti cliniche uno dei cardini della programmazione sanitaria per il triennio. “Le reti cliniche  offrono l’opportunità di integrare più strettamente l’assistenza ospedaliera e l’assistenza primaria attraverso la condivisione di percorsi assistenziali coordinati e integrati “

La rete oncologica regionale (ROR) dell’Umbria,deliberata nel dicembre 2008 (DGR n°1662 ) è costituita,da una aggregazione funzionale ed integrata di servizi distrettuali ed ospedalieri delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, che prevede un coordinamento regionale (CR) che si articola, dal punto di vista organizzativo, in un comitato di coordinamento regionale (CC),  e in un coordinatore regionale.

Così come indicato nella  DGR n. 1501 del 26-11-2012 la rete persegue  i seguenti obiettivi:

  • l'applicazione della programmazione regionale in materia dì prevenzione e cura  delle malattie neoplastiche;
  • l'effettivo coordinamento delle strutture regionali al fine di permettere la continuità assistenziale nella fase di diagnosi e di cura sia intra che extra ospedaliera;
  • l'integrazione di tutte le competenze cliniche attraverso i gruppi multidisciplinari per patologia;
  • il miglioramento continuo della qualità dell'assistenza attraverso il coinvolgimento dei professionisti nella valutazione dell'efficacia, della appropriatezza, della sicurezza e dell'equità e dell'efficienza dell'attività clinica;
  • l'integrazione tra le strutture oncologiche regionali in un sistema che coinvolga anche i medici di medicina generale.
  • il coordinamento delle attività di ricerca translazionale e clinica in campo oncologico 

La rete per il suo funzionamento si articola in un Comitato di Coordinamento presieduto da un Coordinatore.

Le funzioni del Comitato di Coordinamento sono: 

  • Elaborare il Modello organizzativo della Rete, avente valenza triennale, che definisce in coerenza con gli indirizzi regionali le caratteristiche organizzative generali della rete e il ruolo che riveste ogni nodo della rete, comprese le strutture ospedaliere e territoriali afferenti e contribuisce all’architettura informatica della rete, integrata nel sistema informativo regionale in modo tale da garantire la cooperazione tra i nodi della rete e la interoperabilità fra i servizi delle aziende sanitarie regionali;
  • Elaborare il Piano triennale delle attività della rete, che individua gli obiettivi generali coerenti con il Piano Sanitario Regionale; in particolare nel Piano dovrà essere contemplato lo sviluppo delle tecnologie innovative e complesse con un approccio alle metodologie e strumenti di valutazione e appropriatezza tecnologica (Health Technology Assessment) in coerenza con le risorse disponibili nei budget aziendali;
  • Elaborare il Piano annuale di attività della Rete, che sviluppa gli obiettivi specifici derivanti dalla programmazione triennale, i tempi di realizzazione, i soggetti coinvolti, il sistema di indicatori per il monitoraggio e la valutazione dell'efficacia e della appropriatezza delle attività

Il modello organizzativo della rete oncologica è stato elaborato in ottemperanza a quanto previsto nella DGR n.1662 del dicembre 2008 e a quanto indicato dal PSR 2009-2011.

In particolare la rete oncologica è una rete ad integrazione verticale caratterizzata da un sistema cosiddetto “hub and spoke” che prevede la concentrazione dell’assistenza ad elevata complessità in strutture sanitarie dove siano presenti tutte le specialità (HUB), integrati  con un insieme di servizi  periferici (SPOKE).

La recente Legge Regionale n. 18/2012  ridefinisce l’assetto istituzionale del Servizio Sanitario Regionale . Dal punto di vista organizzativo si è proceduto  alla rimodulazione degli ambiti territoriali della Aziende Usl – accompagnata da una revisione degli assetti organizzativi - e la ridefinizione della mission delle Aziende Ospedaliere, con trasformazione in Aziende Ospedaliero-Universitarie. Nodo fondamentale del riassetto istituzionale è stato  la riorganizzazione delle Aziende territoriali in due USL, rispetto alle precedenti quattro, rispettivamente ASL 1 che ricomprende il territorio precedentemente attribuito alle ex ASL 1 e 2 , e ASL 2 che ricomprende il territorio ex ASL 3 e 4;

L’esperienza delle reti cliniche risulta funzionale a tale assetto, ponendosi quale strumento di coordinamento regionale, atto a garantire un’armonica integrazione, interazione, cooperazione e collaborazione fra strutture ospedaliere e strutture territoriali delle Aziende Sanitarie regionali, favorendo percorsi di appropriatezza e garantendo la presa in carico globale del singolo paziente  .

La Legge individua nell’organizzazione dipartimentale il modello ordinario di gestione operativa delle attività delle Aziende Sanitarie regionali, in particolare per le funzioni ospedaliere.

La realtà territoriale e dell’organizzazione sanitaria della Regione Umbria, con due aziende ospedaliere –universitarie e due ASL territoriali, conferma il valore del modello già adottato che aveva individuato 2  HUB  o poli oncologici, rispettivamente rappresentati dalle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni e di un insieme di SPOKE rappresentati dai presidi ospedalieri delle ASL e dai loro Servizi Oncologici. 

  

 

 CONFIGURAZIONE DELLA RETE secondo il modello  HUB E SPOKE

Il POLO ONCOLOGICO

(HUB)

E’ rappresentato dall’insieme delle strutture oncologiche presenti nelle aziende Ospedaliero – Universitarie formanti un unicum funzionale ed organizzativo sul modello dei “Comprehensive cancer centers

 


 

SERVIZI ONCOLOGICI DELLE AZIENDE SANITARIE DELLA REGIONE

(SPOKE)

I servizi oncologici negli ospedali dell’Umbria hanno rappresentato fin dalla loro prima costituzione, negli anni 1970-80, un elemento importante nella capacità di dare una risposta adeguata alle varie esigenze assistenziali in tutto il territorio regionale.

Tali servizi prevalentemente ambulatoriali, sono nati nell’ambito  delle attività dei reparti di medicina e si sono poi sviluppati gradualmente fino a costituire delle unità operative a valenza dipartimentale.

Tutto ciò ha migliorato significativamente la qualità dell’assistenza ai malati oncologici in tutto il territorio regionale con una peculiare relativa omogeneità. Ne è derivata anche una più efficiente organizzazione ed una utile esperienza dei professionisti.

 

Come configurati oggi i dipartimenti aziendali di oncologia non potrebbero svolgere tutte le funzioni del polo pertanto  è indispensabile il coinvolgimento di discipline con competenza oncologica generale quali l’Anatomia Patologica,la Medicina Nucleare,la Radiologia ed il Laboratorio e di tutte le altre discipline cliniche con prevalente interesse oncologico di una loro branca che fanno parte dei gruppi oncologici multidisciplinari (GOM),dei gruppi di lavoro e delle commissioni.

Con la costituzione della rete oncologica si realizza infatti la strategia della MULTIDISCIPLINARIETÀ. Il principio su cui si basa la multidisciplinarietà è di prevedere fin dall’inizio del percorso assistenziale il coinvolgimento di tutte le figure professionali interessate. In tal modo è possibile attuare una piena sinergia tra gli operatori, volta a definire in modo coordinato ed in un tempo unico il percorso ottimale per ogni singolo paziente. Sarebbe inoltre auspicabile il coinvolgimento nei GOM dei MMG soprattutto quando la discussione riguarda casi di particolare complessità.

 

 

Tipologia dei GOM

Sono aziendali i GOM costituiti presso le strutture sanitarie dove esistono le competenze specialistiche che  li rendono possibili.

Sono interaziendali i GOM dei due poli che comprendano anche specialisti delle ASL territoriali di riferimento o viceversa . 

Sono regionali i GOM per le patologie oncologiche più rare e per le quali è necessario il coinvolgimento di tutti gli specialisti della Regione.

 

 

Le Competenze :

 

§  Discussione collegiale dei casi clinici e definizione del piano diagnostico terapeutico individuale

§  Stesura di linee guida per patologia

§  Individuazione di percorsi diagnostici e terapeutici ottimali

§  Aggiornamento della letteratura

§  Elaborazione e/o partecipazione a programmi di ricerca di interesse multidisciplinare e contribuzione alla raccolta dati relativa alla ricerca in questione

§  Attività seminariale

 

I servizi della rete oncologica

 

POLO PERUGIA

(HUB )

 

 

Servizi con competenza oncologica:

§  Oncologia Medica

§  Ematologia e Trapianto

§  Radioterapia Oncologica

§  Oncoematologia Pediatrica

 

Servizi con competenza oncologica generale:

§  Anatomia patologica: Universitaria, Ospedaliera

§  Radiologia: Universitaria, Ospedaliera

§  Medicina nucleare: Ospedaliera, Universitaria

§  Laboratorio centralizzato

 

Servizi non oncologici

ma con prevalente interesse oncologico di una loro branca:

 

§  Chirurgia generale e oncologica

§  Medicina interna e scienze oncologiche

§  Medicina Interna e Scienze endocrine e metaboliche

§  Urologia

§  Chirurgia toracica

§  Chirurgia generale  

§  Otorinolaringoiatria

§  Dermatologia

§  Medicina del lavoro

§  Pneumologia

§  Ginecologia

§  Neurochirurgia

§  Medicina Vascolare

 

 

 

GOM ATTIVATI

nell’Azienda Ospedaliero Universitaria  di Perugia

(1°delibera n°1934 del 04/10/02)

 

 

1.       GOM  per la patologia mammaria

2.       GOM*  per la patologia toracica

3.       GOM  per le neoplasie della testa e del collo

4.       GOM* per l’apparato gastroenterico

5.       GOM  per la patologia neuro-oncologica

6.       GOM  per la patologia uro-oncologica

7.       GOM*  per la patologia ginecologica

 

GOM*interaziendali con l’area sud dell’ASL1 (Assisi,Città della Pieve, Castiglione del Lago, Pantalla)


 

POLO TERNI

(HUB )

 

Servizi con competenza oncologica

§ Oncologia Medica

§ Radioterapia oncologica

§ Oncoematologia

 

Servizi con competenza oncologica generale

 

 

§ Radiologia

§ Medicina nucleare

§ Laboratorio centralizzato

§ Anatomia Patologica

 

Servizi non oncologici ma con prevalente interesse oncologico di una loro branca:

 

§ Urologia

§ Chirurgia urologica mininvasiva

§ Chirurgia Toracica

§ Chirurgia Generale e delle specialità chirurgiche

§ Chirurgia digestiva e unità del fegato 

§ Otorinolaringoiatria

§ Dermatologia

§ Medicina del lavoro

§ Pneumologia

§ Ginecologia

§ Neurochirurgia

§ Gastroenterologia

§ Chirurgia Tiroidea e Paratiroidea

 

 

 

GOM ATTIVATI

nell’Azienda Ospedaliera di Terni

 

 

1.       GOM* per la patologia mammaria

2.       GOM  per la patologia toracica

3.       GOM  per le neoplasie della testa e del collo

4.       GOM  per il pancreas e le vie biliari

5.       GOM*  per la patologia neuro-oncologica

6.       GOM  per la patologia uro-oncologica

7.       GOM per la patologia colon retto

8.       GOM per la patologia ginecologica

9.       GOM* per la terapia di supporto e palliativa

10.    GOM per i Tumori rari

11.    GOM per la cardiologia oncologica

 

GOM* interaziendali  con l’area sud dell’ASL2 (Amelia, Narni )


 

 

ASL 1

(SPOKE)

 

Servizi con competenza oncologica

§  Radioterapia oncologica presso l’ospedale di Città di Castello.

§  Oncologia medica presso gli ospedali di Città di Castello–Umbertide e Gualdo Tadino-Gubbio(Branca)

§  Oncologia medica presso gli ospedali di Assisi, Città della Pieve e della Media Valle del Tevere (Pantalla)

§  Coordinamento per le Terapie Palliative e Hospice (unità cure palliative)

 

 

GOM ATTIVATI

nell’ ASL 1

 

presso il presidio ospedaliero di Città di Castello

1.      GOM  per la patologia mammaria

2.      GOM  per l’apparato gastroenterico

3.      GOM  per la patologia ginecologica

 

presso  il presidio ospedaliero di Gubbio-Gualdo Tadino ( Branca)

1.      GOM  per la patologia mammaria

 

ASL 2

(SPOKE)

 

Servizi con competenza oncologica

§  Oncoematologia presso gli ospedali di Foligno e Spoleto.

§  Radioterapia oncologica  presso l’Ospedale di Spoleto

§  Oncologia presso gli ospedali di Narni Amelia e Orvieto

§  Coordinamento per le terapie palliative e Hospice (2 unità cure palliative a Foligno- Spoleto e Terni e provincia )

 

 

GOM ATTIVATI

nell’ ASL 2

presso il presidio ospedaliero di Orvieto

1.      GOM polivalente ( incontri settimanali) e con la partecipazione dei radioterapisti dell’AO-TR, via skype ogni 15gg

 

presso il presidio ospedaliero di Foligno

1.      GOM per la patologia mammaria

2.      GOM per la patologia gastroenterica (in collegamento skype con il presidio ospedaliero di Orvieto)

 

presso il presidio ospedaliero di Spoleto

1.      GOM polivalente con la partecipazione di alcuni oncologi medici  dell’AO-TR

 

 

 

 

GOM

REGIONALI ATTIVATI

  1. GOM tumori della tiroide
  2. GOM tumori neuroendocrini
  3. GOM melanoma e altri tumori cutanei


COMPETENZE DEI POLI E DEI SERVIZI ONCOLOGICI

 

 

COMPETENZE COMUNI

Tra

 HUB e SPOKE

 

§  Accoglienza oncologica e prime visite

§  Diagnostica per immagini per la diagnosi e la stadiazione

§  Valutazione anatomo-patologica e caratterizzazione biologica delle neoplasie con tecniche di biologia molecolare, ove presente

§  Trattamento chirurgico sia a carattere generale che specialistico d’organo – ove possibile

§  Terapia medica in day-hospital ed ambulatorio nell'ambito di protocolli standard o di ricerca concordati nell’ambito della Rete.

§  Radioterapia presente nei due HUB e per la ASL 1 presso l’ Ospedale di Città di Castello e per la ASL 2 presso l’ Ospedale di Spoleto.

§  Formazione del personale

§  Attività di ricerca clinica, anche se va considerato che questa è ovviamente prevalente nei poli dove si è già accumulata una esperienza rilevante di cui fanno fede centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste “ peer reviewed”.

 

 

 

 

Funzioni esclusive dei Poli (Hub)

 

§  Attività di ricerca di base  legata  alla presenza  dei Dipartimenti di Medicina dell’Università di Perugia.

§  Ricerca “translazionale“, cioè in grado di trasferire rapidamente nella pratica clinica quelli che sono i risultati delle ricerche più avanzate.

§  Didattica con corsi di specializzazione e master di livello universitario

§  Esecuzione o completamento delle indagini volte alla caratterizzazione biologica delle neoplasie con l’utilizzo di tecniche di biologia molecolare. E’ da porre in rilievo che tale studio oltre che elemento di punta della ricerca clinica, è diventato parte integrante anche della pratica clinica essendo in grado di condizionare in molti casi le valutazioni prognostiche e le scelte terapeutiche.

§  Presenza nei poli  di tutte le specialità e tra queste la neurochirurgia e la chirurgia toracica,

§  Presenza dei GOM relativi a tutte le  principali neoplasie

 

 

 

Funzioni esclusive dei Servizi

 (Spoke)

E’ riservato invece il compito esclusivo di gestire gli screening di popolazione ed altri programmi di prevenzione e di collaborare con i centri e presidi territoriali per l’ assistenza domiciliare favorendo l’integrazione con le cure palliative e le attività delle associazioni di volontariato. (Legge 38 del 15 marzo 2010)

 

ATTIVITA’ INTEGRATE

tra Hub e Spoke

 

§  Gli Spoke partecipano alla gestione globale del paziente garantendone il primo trattamento, l’eventuale invio all’Hub e la ripresa in carico per il follow-up. La condivisione tra hub e spoke di protocolli assistenziali uniformi garantisce che il percorso assistenziale sia realizzato in modo unitario e integrato anche se le prestazioni sono erogate da strutture differenti. Questa collaborazione si deve estendere dalla pratica clinica alla ricerca che ormai vanno considerate elementi indissolubili del progresso scientifico in campo oncologico

 

 

ATTIVITA’ DELLA RETE  PER PRINCIPALI AREE TEMATICHE

 

  • I GRUPPI ONCOLOGICI MULTIDISCIPLINARI PER PATOLOGIA(GOM)
  • Implementare la costituzione dei GOM secondo i principi esposti nella Raccomandazione n. 1 e aggiornamenti

 

  • LINEE GUIDA
  • promuove la elaborazione di Linee Guida per le singole Patologie Neoplastiche,
  • favorisce la diffusione e condivisione di L.G. Nazionali e Internazionali
  • provvede alla divulgazione delle linee guida sull’oncologia approvate e al monitoraggio della loro applicazione

 

  • RICERCA
  • promuove e coordina iniziative di ricerca all’interno della Rete;
  • propone all’Università degli Studi di Perugia iniziative e progetti di ricerca;
  • coordina la partecipazione a bandi di finanziamento pubblico per ricerche in campo oncologico.

 

  • TECNOLOGIE E INFRASTRUTTURE (technology assessment)
  • individua e propone l’introduzione e l’uso di nuove tecnologie in ambito oncologico;
  • FORMAZIONE PROFESSIONALE E AGGIORNAMENTO
  • definisce i fabbisogni formativi;
  • elabora un piano formativo e ne verifica periodicamente il suo grado di realizzazione;
  • controlla la coerenza degli specifici programmi formativi delle Aziende con le linee generali del piano;
  • promuove la istituzione di una Commissione per la formazione che comprenda le principali figure professionali per la stesura del piano annuale dei corsi di formazione;
  • promuove l’organizzazione di convegni, del tipo “consensus conference”, in genere a carattere annuale, per i GOM e i gruppi di lavoro;
  • promuove la realizzazione di corsi di formazione per personale medico e sanitario su tematiche inerenti l’attività clinica e di ricerca della ROR;
  • favorisce l’attribuzione di crediti formativi ECM per i membri dei gruppi multidisciplinari con modalità omogenee in tutte le aziende regionali;

 

  • STRATEGIE DI COLLABORAZIONE DELLA ROR
  • con l’Università di Perugia, con le Scuole di Specialità in Oncologia sia medica che radioterapica, con i vari Laboratori di ricerca;
  • con il Registro Tumori Umbro di popolazione (RTUP)
  • con la Rete Regionale per le Malattie Rare attraverso il gruppo multidisciplinare regionale per i tumori rari della rete;
  • con le altre Reti cliniche Regionali per i temi di possibile integrazione
  • con le Associazioni di Volontariato attive nella Regione
  • in ambito nazionale ed internazionale con Società Scientifiche, Centri di Ricerca e le Reti Oncologiche di altre Regioni che gli oncologi della ROR hanno già in atto da anni e che hanno rappresentato sempre un elemento di grande valenza culturale e di sistematica valorizzazione dell’oncologia umbra;

  

  • INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
  • provvede alla promozione diretta dell’immagine della ROR mediante campagne istituzionali;
  • elabora gli indirizzi per l’informazione alle diverse categorie di destinatari (Istituzioni, utenti, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, medici, altri operatori sanitari, associazioni di volontariato,etc.);
  • collabora alla gestione del portale informatico della ROR che è strutturato in modo da fornire informazioni circa l’attività della rete agli utenti e agli operatori sanitari. Per gli operatori coinvolti nelle attività della rete è stata realizzata una area riservata per la consultazione di documentazione scientifica protetta dal copyright. Il portale della rete oncologica regionale è reperibile dal portale della regione Umbria e da quello del RTUP e pienamente integrato con essi;

I contenuti presenti nel portale riguardano:

  • illustrazione del modello organizzativo della ROR, della composizione del Comitato di Coordinamento.
  • documentazione inerente ai gruppi multidisciplinari, la loro tipologia,composizione con individuazione del referente,calendario delle riunioni ,eventuali associazioni di volontariato di supporto,linee guida di riferimento.
  • informazioni circa gli eventi formativi dell’area di interesse in campo nazionale ed internazionale, le ricerche cliniche in corso, le pubblicazioni più recenti dei membri del gruppo.
  • numerosi links con i principali siti informatici di interesse oncologico.
  • forum di discussione organizzato per discussioni pubbliche e discussioni riservate ai membri dei gruppi multidisciplinari su tematiche specifiche del loro ambito di competenza.

 

  • VISIBILITA’ DELLA ROR
  • Logo su carta intestata dei servizi oncologici da impiegare soprattutto nei referti collegiali dei gruppi multidisciplinari,nelle lettere di dimissione da repartie day hospital e nei referti dell’attività ambulatoriale (vedi modello organizzativo)
  • Dizione “Rete Oncologica Regionale” sulle targhe delle strutture oncologiche
  • Stessa dizione riportata come affiliazione dagli autori di lavori scientifici o di relazioni a congressi (per quelli in lingua inglese si propone la formula “Umbria Regional Cancer Network”

 

  • SISTEMA INFORMATIVO-INFORMATICO

Grande rilievo ha nel modello organizzativo della ROR, la informatizzazione dei servizi e delle attività in un contesto gestionale unico. Ciò oltre a permettere un dialogo continuo e sistematico tra le varie componenti istituzionali della rete, facilita il fluire delle informazioni da e per il  registro dei tumori Umbro di popolazione (RTUP), le diverse strutture oncologiche, i servizi che operano gli screening, le Anatomie Patologiche, il sistema delle SDO, l’anagrafe dei pazienti. Il risultato ultimo di questa interazione è dato dalla possibilità di quantificare in maniera oggettiva i vari dati di attività, i flussi intra ed extraregionale, i costi, i risultati in termini di sopravvivenza e di qualità dei servizi offerti ecc.. in sintesi realizzare de facto il “ governo clinico “.

Compito della ROR è quello di:

  • Favorire l’implementazione del sistema gestionale unico informatico (Log 80)
  • Collaborare alla configurazione della cartella clinica informatizzata per l’oncologia secondo il modello Log 80 e alla sua implementazione nella pratica clinica
  • quando la rete informatica sarà pienamente operativa si  potranno aprire grandi prospettive di ulteriori sviluppi quali l’uso razionale della telemedicina (per es. il controllo dei pazienti a domicilio) per la discussione a distanza dei casi clinici con un sistema di video teleconferenza ecc..).

Infine un sistema informatizzato a rete come quello descritto permetterà il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia sia da un punto di vista conoscitivo sulle attività della ROR che da un punto di vista operativo per seguire il corso dei singoli pazienti nel loro iter diagnostico e terapeutico.

 

Per la realizzazione di quanto sopra descritto la ROR promuove la costituzione di:

GRUPPI DI LAVORO che rappresentano uno strumento di aggregazione e di collaborazione tra diverse competenze specialistiche per poter studiare un argomento specifico, valutarne la rilevanza, prospettare risposte e/o soluzioni ai vari quesiti. I gruppi di lavoro già esistenti sono quelli per la epidemiologia dei tumori, per la psiconcologia, per la problematica trombosi- cancro , per la valutazione dell’uso dei marker tumorali, per l’uso appropriato dei farmaci oncologici ad alto costo. Dovranno essere  costituiti i gruppi di lavoro per la riabilitazione in oncologia e per la terapia di supporto e palliativa e per l’implementazione della multidisciplinarietà.

COMMISSIONI Vengono istituite per competenze e tematiche trasversali quali la formazione e la ricerca. Tali commissioni coinvolgono le figure professionali con specifica competenza con la funzione di elaborare un documento o un programma che approvato dal CCR diventerà operativo su tutto l’ambito regionale.

PROGETTI DI RETE al fine di migliorare gli standard operativi della rete possono essere  elaborati progetti su specifiche tematiche.

TAVOLI DI COORDINAMENTO per coordinare l’attività delle varie discipline con competenza oncologica generale quali l’Anatomia Patologica, la Medicina Nucleare, la Radiologia, la Radioterapia, la Chirurgia Generale e favorire la loro interazione con la rete oncologica. Sono già  stati avviati anche i tavoli per  le Associazioni di Volontariato in oncologia e per gli operatori sanitari infermieri operanti nei reparti e servizi di oncologia.

 

IMPLEMENTAZIONE E SVILUPPI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO DELLA ROR

Per proseguire verso una piena integrazione tra i servizi sanitari e ottimizzazione dell’uso delle risorse si rendono  necessari :

  1. Inclusione nella rete della Oncoematologia particolarmente utile per comunanza delle competenze e delle strategie terapeutiche e per la rilevanza del problema della prescrizione dei farmaci ad alto costo
  2. la Definizione di procedure condivise e comuni per favorire la mobilità dei professionisti (considerare la eventuale presenza nel territorio di personale delle Aziende Ospedaliere e viceversa  per integrare le varie attività in un programma concordato tra le due aziende ed anche con il CC della rete, programma che tenga in debito conto i ruoli già presenti )
  3. la Centralizzazione della preparazione dei farmaci antiblastici,(modalità operativa che contribuisce in maniera sostanziale alla sicurezza delle procedure ed ad un notevole  risparmio di risorse. I parametri da considerare sono : la casistica, la presenza di tecnologie per garantire la qualità e la sicurezza e infine la logistica  organizzativa)
  4. Sono da sostenere tutte le iniziative ed esperienze volte a favorire l’adozione da parte delle Aziende Ospedaliere e delle ASL di programmi di ricerca clinica comuni che tengano conto della diversa disponibilità di risorse e competenze ma che nel contempo valorizzino le professionalità presenti nel territorio.

 

  1. migliorare la collaborazione tra le scuole di specialità in oncologia sia medica che radioterapica e le strutture oncologiche della regione con la finalità di favorire il percorso formativo e l’esperienza sul campo degli specializzandi

 

  1. Infine è da considerare essenziale la integrazione oltre che tra Polo e Servizi oncologici (già riportata nel punto b) anche degli stessi con i servizi di Cure Palliative e di terapia del dolore per quanto riguarda l’organizzazione dell’assistenza domiciliare e degli Hospice
  2. Breast unit da implementare secondo la normativa europea e gli indirizzi dell’EUSOMA sulla base dei GOM per patologia mammaria già esistenti

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Legge Regionale n. 18/2012 sul riordino dei servizio sanitario regionale.

Visualizza il bollettino ufficiale

Il 24 novembre 2011 si è svolta, presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina al Polo Unico Ospedaliero di Perugia, la 1° Conferenza Organizzativa della Rete Oncologica Regionale (ROR) dell’Umbria, secondo il programma allegato.

La ROR ha preso avvio intorno alla metà degli anni 2000 ed è stata ufficialmente riconosciuta con delibera regionale nel dicembre 2008.

Si è ritenuto pertanto che fosse il tempo di fare il punto sull’organizzazione della rete, rendere noti i risultati conseguiti, presentare le criticità riscontrate e prospettare i possibili ulteriori sviluppi.

La Conferenza si è aperta con l’intervento dell’Assessore alla Sanità Franco Tomassoni, che ha messo in rilievo le finalità della Rete Oncologica Regionale, che si possono sintetizzare nei seguenti punti:

 

  1.  l'applicazione della programmazione regionale in materia dì prevenzione e cura delle malattie neoplastiche;
  2. la necessità di azioni mirate al coordinamento delle strutture regionali al fine di permettere la continuità assistenziale nella fase di diagnosi e di cura sia intra che extra ospedaliera.

 

Il Direttore Generale della Sanità Umbria, dott. Emilio Duca, ha presentato a grandi linee quello che può essere considerato un programma regionale integrato contro il cancro, partendo da una valutazione della epidemiologia del fenomeno cancro nella nostra regione.

In Umbria l’incidenza e la mortalità da cancro si pongono in una situazione “ media “ per quanto riguarda il confronto con il resto d’Italia.

Dai dati ricavati dal RTUP (Registro dei Tumori Umbro di Popolazione), uno dei pochissimi registri regionali e dall’insieme dei dati italiani dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) raccolti nel 2011 si può vedere come l’incidenza annuale dei tumori sia in lieve aumento, in rapporto soprattutto all’allungamento della vita media e come la sopravvivenza tenda a migliorare e la mortalità a ridursi in relazione ad una prevenzione più efficace  (screening della mammella, colon e collo dell’utero) e soprattutto a possibilità diagnostiche e terapeutiche decisamente migliorate nel loro complesso.

I dati umbri più recenti relativi al periodo 2006-2008 mettono in evidenza un numero medio  di nuovi casi ogni anno pari a 3638 per i maschi  e  a  2826  per le femmine, per un totale di 6464 (includendo anche i tumori cutanei).

La mortalità , per lo stesso periodo di osservazione, si attesta su un numero medio annuo di 1543 per i maschi e 1178 per le femmine.

I casi “prevalenti“, cioè tutti i casi che hanno avuto una diagnosi di tumore e che sono viventi, risultano per l’Umbria intorno ai 38.000, secondo una stima elaborata dall’AIRTUM.

A conclusione del suo intervento il Dott. E. Duca ha così sintetizzato il progetto regionale della rete oncologica:

La visione futura è di tradurre in pratica compiutamente l’idea di una nuova sanità  che produca compatibilità e coerenza tra saperi complementari. L’impegno è di bilanciare l’autonomia aziendale con forme organizzative  che derivano dal sapere professionale. Lo sforzo è di non ingabbiare burocraticamente le reti, ma nello stesso tempo di dare forza a quanto deciso nelle reti. L’idea è di arrivare ad un modello che permetta di favorire la massima accessibilità alle migliori professionalità concentrando specifiche patologie verso strutture in grado di garantire la migliore performance. A tal fine la mobilità dei professionisti  diventa un elemento determinante. La sfida è di lavorare insieme, fuori da logiche di “posizionamenti” e di “appartenenze” “.

Il prof. Amunni, direttore operativo dell’Istituto Toscano Tumori “ITT”, ha parlato della Rete come “rivoluzione culturale” della moderna oncologia, prospettando i perché della Rete, le criticità attuali dell’oncologia che la rendono necessaria, gli obiettivi strategici più importanti. Ha inoltre illustrato i vari modelli di rete, le indicazioni organizzative nell’ambito anche della programmazione nazionale ed infine, la possibilità di costituire una rete delle reti. Vedi presentazione G. Amunni à

M. Tonato, dopo una sintesi dell’evoluzione organizzativa dell’oncologia in Umbria, ha presentato i principali  risultati finora conseguiti dalla ROR. Vedi presentazione M.Tonato à

È stato elaborato un modello organizzativo della ROR sul tipo HUB and SPOKE, cioè con due poli oncologici (Hub di  Perugia e Terni) dove si concentra l’assistenza ad elevata complessità e dove sono presenti tutte le specialità mediche e chirurgiche.

Oltre ai poli ci sono naturalmente le altre strutture ospedaliere della regione (Spoke) oltre a quelle territoriali presenti in maniera diffusa (distretti, Hospice, ambulatori ).

La rete cosi costituita è governata da un Comitato di Coordinamento dove sono presenti i direttori sanitari, i responsabili delle strutture complesse e semplici di oncologia e di radioterapia oncologica, il preside della facoltà di medicina, il direttore del RTUP oltre al responsabile del Servizio di  Programmazione socio-sanitaria dell'assistenza di base e ospedaliera della Regione.

Per dirimere le questioni più specificamente tecnico scientifiche la ROR si avvale di un Comitato Tecnico Scientifico dove sono rappresentate tutte le competenze professionali.

 

Entrambi questi comitati sono guidati da un Coordinatore.

Il modello organizzativo  rappresenta un modello “dinamico“ che può adeguarsi nel tempo alle varie necessità e che può rappresentare, qualunque sia la struttura organizzativa del SSR, un momento di coesione e di raccordo.

Il Comitato di Coordinamento ha definito  le priorità della rete che riguardano:

·         la multidisciplinarietà

·         l’ adozione di un percorso assistenziale e di standard diagnostico-terapeutici comuni (linee guida)

·         l’informatizzazione in oncologia

·         la formazione e la ricerca

 

La multidisciplinarietà è il principio in base al quale è necessario prevedere fin dall’inizio del percorso assistenziale il coinvolgimento di tutte le figure professionali competenti per quella patologia. In tal modo è possibile attuare una piena sinergia tra gli operatori, volta a definire in modo coordinato ed in un tempo unico il percorso ottimale per ogni singolo paziente. Vedi presentazione L.Crinò à

In tale ottica sono stati attivati, nei due poli oncologici di Perugia e Terni, e negli altri ospedali della Regione gruppi oncologici multidisciplinari (GOM), a dimensione aziendale e interaziendale, per le patologie neoplastiche riguardanti la mammella, il polmone, gli apparati gastroenterico, urologico, ginecologico,le  neoplasie della testa e del collo e del sistema nervoso centrale.

Per il melanoma, i tumori neuroendocrini e la tiroide, data la loro relativa rarità, sono stati attivati GOM regionali che comprendono tutti gli specialisti della regione.

Nei GOM sono presenti tutte le componenti professionali, ospedaliere ed universitarie, rappresentate essenzialmente da radiologi, anatomo patologi, chirurghi, oncologi medici , oncologi radioterapisti , medici nucleari, chirurghi specialisti d’organo oltre alle altre figure professionali che completano il team nella sua specificità (pneumologi, gastroenterologi, dermatologi, neurologi, psicologi, riabilitatori,palliativisti, algologi, nutrizionisti,  ecc.).

Le funzioni dei GOM si possono sintetizzare nei seguenti punti:

-       Discussione collegiale dei casi clinici e definizione del piano diagnostico terapeutico individuale.

-       Individuazione di percorsi diagnostici e terapeutici e stesura di linee guida per patologia a dimensione regionale.

-       Revisione della letteratura scientifica.

-       Elaborazione e/o partecipazione a programmi di ricerca e trial clinici di interesse multidisciplinare.

La multidisciplinarietà, realizzata secondo i principi sopra riportati, e il sistema di accoglienza oncologica, entrambe previste dalla raccomandazione ROR n° 1 (DGR n°2012 del 30-12-2010) hanno sostanzialmente rivoluzionato l’approccio al malato neoplastico. Per il paziente il grande vantaggio consiste nel sapere di poter trarre benefici dalle conoscenze e dalla esperienza di tutti gli specialisti e di veder applicata al proprio caso la terapia migliore oggi disponibile.

La definizione del percorso assistenziale omogeneo  per singola patologia neoplastica è frutto della collaborazione da parte delle aziende  con i GOM  nella loro  dimensione regionale. Tale percorso si svolge dalla diagnosi precoce fino alle fasi terminali di malattia e deve tener conto delle capacità organizzative presenti in loco ed anche dalle possibilità di integrazione offerte dalla ROR. Le esperienze di alcuni GOM, diverse per tipologia e sede, sono state presentate rispettivamente da G.M.R.Cirinei, F.Checcaglini, M.Coccetta e P.Ferolla.

Inoltre sono state elaborate  le linee guida per i tumori tiroidei (vedi presentazione E.Puxeddu à ), per il melanoma (vedi presentazione S.Simonetti à ) e sono in via di elaborazione quelle per i tumori neuroendocrini.

Per quanto riguarda l’informatizzazione i passi di concreta realizzazione possono essere cosi sintetizzati:

-       Programma informatico comune per tutte le anatomie patologiche della Regione

-       Programma regionale per gli screening

-       Aggiornamento della struttura informatica del RTUP

-       Sviluppo e gestione di un portale informatico dedicato    www.reteoncologicaumbria.org

Infine per le priorità della formazione e ricerca sono state realizzate le seguenti iniziative:

            a) per la formazione:

·         Nomina di una commissione per la formazione che comprende le principali figure professionali con un ruolo specifico nel settore per definire ed elaborare il piano annuale di formazione della rete.

·         Organizzazione di convegni, del tipo “ consensus conference “, in genere a carattere annuale, per i GOM e gruppi di lavoro.

·         Corsi di formazione per personale medico e sanitario su tematiche inerenti l’attività clinica e di ricerca della ROR.

·         Attribuzione di crediti formativi ECM per i membri dei gruppi multidisciplinari con modalità omogenee in tutte le aziende regionali.

b) per la ricerca:

·         Nomina di una commissione per la ricerca che coordini le attività tra le varie componenti della rete

·         Programmi di ricerca comuni su tematiche di interesse generale quali: l’epidemiologia, gli studi di out come, le metodologie di lavoro ecc.

·         Programmi di ricerca su temi più specifici in relazione all’interesse delle singole istituzioni.

·          Collaborazioni nazionali ed internazionali con società scientifiche e centri di ricerca che gli oncologi della ROR hanno già in atto da anni e che hanno rappresentato sempre un elemento di grande valenza culturale e di sistematica valorizzazione dell’oncologia umbra.

Tra le articolazioni della rete oncologica regionale assumono particolare importanza i gruppi di lavoro ed i tavoli di coordinamento.

Sono stati attivati gruppi di lavoro che rappresentano uno strumento di aggregazione e di collaborazione tra diverse competenze specialistiche per poter studiare un argomento specifico,valutarne la rilevanza,prospettare risposte e /o soluzioni.

Gruppi di lavoro attivati per:

-       L’ Ipertermia

-       L’epidemiologia dei tumori

-       La psiconcologia

-       La problematica trombosi-cancro

-       La valutazione dell’uso dei marker tumorali

-       L’uso appropriato dei farmaci oncologici ad alto costo

Su questo ultimo tema è  stata una prodotta una raccomandazione, adottata dalla Giunta Regionale con DGR n°325 del 4-4-2011, che costituisce  un codice di comportamento che gli oncologi umbri e i farmacisti ospedalieri hanno deciso di adottare  per cercare di conciliare l’esigenza di offrire i trattamenti più efficaci a costi sostenibili. Tale documento è al momento unico nel panorama nazionale ed ha costituito motivo di particolare interesse in varie sedi istituzionali. Vedi presentazione F.Roila à

I tavoli di coordinamento hanno lo scopo di coordinare l’attività delle varie discipline non oncologiche  in senso stretto per favorire la loro interazione con la rete oncologica.

Verranno a breve formalizzati i tavoli di coordinamento per le specialità non prettamente oncologiche ma con competenza oncologica generale quali l’anatomia patologica (vedi presentazione A.Sidoni à ), la radiologia, la medicina nucleare (vedi presentazione M.E.Dottorini à ) e la chirurgia generale. Inoltre sono in via di attivazione due tavoli rispettivamente con le associazioni di volontariato in oncologia (vedi presentazione A.M.Biancifiori à )  e con gli infermieri operanti nei reparti e ambulatori di oncologia della rete. Vedi presentazione M.Picciafuoco à. A. Rulli ha presentato la Lega Italiana per la lotta contro i tumori LILT illustrando in particolare le attività svolte nella nostra regione e prospettando una utile sinergia in futuro con la rete oncologica regionale.

Nella sessione IV del pomeriggio sono state evidenziate le criticità della ROR soprattutto per quanto riguardo l’applicazione a livello aziendale del modello organizzativo regionale (vedi presentazione P.Perone-P.Pirola à ) e l’integrazione ospedale-territorio (vedi presentazione M.Brugia-R.Rossetti à ). Le osservazioni fatte sono state molto puntuali e possono essere considerate molto utili ai fini di una messa a regime completa ed efficace del modello organizzativo e della operatività della ROR.

Quali sono i programmi per il prossimo futuro?

Innanzitutto  va implementato un programma gestionale informatico unico che permetta la condivisione delle informazioni e lo scambio dei dati tra tutti i centri operativi della rete in tempo reale. Vedi presentazione P.Casucci e F.Bianconi à

Ciò significherebbe oltre ad una riduzione dei tempi operativi e ad una semplificazione delle modalità burocratiche, una possibilità di valutazione e studio delle attività della rete, unico presupposto perché le iniziative future in campo sanitario, per quanto attiene all’oncologia, possono essere prese su dati certi ed obiettivi.

La messa a regime di un sistema gestionale informatico di questo tipo renderebbe inoltre molto più efficace e valido il lavoro che l’RTUP sta già portando avanti. Il progetto ha consentito importanti passi avanti nella realizzazione di una integrazione funzionale del registro tumori nella rete oncologica regionale.

Gli elementi cardine del progetto sono stati

a.         La definizione di un modello di registro tumori finalizzato alla sorveglianza e alla valutazione oncologica. Tale modello che si fonda sulla stretta condivisione degli obiettivi di ricerca e valutazione nell’ambito della rete oncologica e su una moderna struttura informatica in rete è stato oggetto di pubblicazioni e presentazioni a convegno internazionale

b.         Lo sviluppo di basi dati ad alta definizione per i tumori del colon retto e della mammella che sono in grado di fornire numerosi indicatori di processo ed esito.

c.         La realizzazione di progetti ad alta risoluzione basati sulla partecipazione attiva dei gruppi multidisciplinari della rete oncologica sia alla definizione del progetto di ricerca sia alla successiva raccolta delle informazioni cliniche per i tumori maligni della tiroide e per il melanoma cutaneo. Tali innovativi progetti sono andati avanti parallelamente alla realizzazione di linee guida regionali dedicate, cui peraltro il gruppo di ricerca del registro ha collaborato attivamente.  Vedi presentazione F. Stracci à

Un aspetto importante è quello della collaborazione piena con le altre reti sanitarie della Regione ( laboratori, terapie palliative e terapia del dolore, riabilitazione  ecc…)  e con le altre Reti oncologiche regionali.

Inoltre si ritiene assolutamente indispensabile il coinvolgimento dei medici di medicina generale per rendere ottimale i percorsi diagnostico-terapeutici e per assicurare la continuità assistenziale. Vedi presentazione F.Germini à

 

 

Il Dott. M.Catanelli interviene sostenendo che l’attivazione delle reti regionali non è partita su sollecitazione della crisi economico finanziaria, e non aveva ancora le dimensioni attuali ma la spinta fu dettata dalla necessità di legittimare pienamente il SSR come un sistema unitario, coeso, garante di equità di accesso e di trattamento, cooperativo e non competitivo. Di qui la necessità di attivare percorsi che facessero dell’integrazione e dell’appropriatezza gli obiettivi processuali e con l’obiettivo di porre la persona (non il cliente, non l’utente, non il paziente) al centro del sistema sanitario.Oggi a tutto questo si aggiunge, ma si poneva anche ieri e non come variabile indipendente, il problema della sostenibilità del sistema.Le reti quindi nascono con il compito di definire le opportunità mentre rimane compito delle direzioni generali aziendali definire la fattibilità. Per salvaguardare questa dimensione all’interno delle reti sono infatti presenti oltre i professionisti, anche i direttori sanitari. Le reti per questo hanno una natura funzionale, non gestionale.

Questo è il passato ma soprattutto è il presente delle reti, anche  della rete oncologica.

Per il futuro è indispensabile definire con maggiore puntualità la natura giuridica delle reti, partendo dal presupposto che non sono strutture volontarie né società scientifiche, ma che devono inserirsi in maniera coerente e funzionale negli attuali assetti organizzativi del SSR. Di esse pertanto va meglio definito il modello organizzativo e individuate le modalità di  rapporto con le direzioni generali delle aziende sanitarie, per evitare incomprensioni o sovrapposizioni.

Le reti devono essere rappresentative delle culture, delle sensibilità e delle organizzazioni che sono attive nella disciplina oggetto di ogni rete. Nel campo oncologico va pertanto recuperato un rapporto organico con l’ematoncologia, va reso ancora più produttivo  il rapporto attualmente esistente con il Registro tumori, vanno coinvolti il sistema della cure palliative e il sistema della terapia del dolore.

Ogni rete deve inoltre rapportarsi con gli ambiti territoriali, a partire dalle strutture del SSR presenti nel territorio, quali i Distretti per finire ai MMG e PdLS, oggi coinvolti in un processo che prevede il loro inserimento nella medicina di gruppo, nella medicina di rete, nelle aggregazioni funzionali territoriali, passando per le associazioni dei pazienti e dei familiari, per il volontariato e per l’impresa sociale no profit.

Anche la natura e il contributo che tutto insieme il terzo settore può dare è in piena evoluzione, a partire dalla entrata in campo di fondazioni che raccolgono l’eredità dell’associazionismo e del volontariato portando in dote anche risorse umane e finanziarie proprie, naturalmente all’interno di un percorso di accreditamento e di valutazione dettato e governato dal sistema pubblico.

In ultimo la prevenzione, la quale oggi ha individuato tre macroaree di intervento che hanno ricadute non indifferenti sul terreno oncologico: l’obesità e il sovrappeso, la sedentarietà e l’abuso di alcol e di fumo di sigaretta.

Anche l’intervento della Dott.ssa D.Giaimo è stato centrato sulla importanza della prevenzione anche in campo oncologico e sulla necessità che quanto oggi è realizzato nei progetti di prevenzione su scala nazionale sia pienamente integrato con l’attività della rete oncologica regionale. A tal fine nella nostra regione un passo concreto in questa direzione è rappresentato da una sinergia sempre maggiore tra i programmi di screening e l’attività dei  gruppi multidisciplinari per patologia.  

Alla Conferenza sono intervenuti la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini;  l’Assessore alla Sanità, Franco Tomassoni; il Direttore Generale della Sanità, Emilio Duca;  i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, W.Orlandi e G.Giovannini, dell’ASL 3 S.Fratini, dell’ASL 4 V.Panella, oltre a molti operatori sanitari dell’area oncologica ma non solo.

Ciò sta a significare l’importanza dell’evento soprattutto in un momento di difficoltà come l’attuale, dove la Rete rappresenta comunque un momento di raccordo e coesione in grado di assicurare, se pienamente realizzata, prestazioni che rispondono ai criteri dell’appropriatezza, dell’efficienza, dell’equità ma anche della sostenibilità economica.

Disponibile il documento del Sistema Informativo e Mobilità Sanitaria della Regione Umbra sulla "Mobilità sanitaria per patologie oncologiche relativo agli anni 2008-2010"

Scarica il documento 

E' stato convocato per il 28 Febbraio 2011 Convocazione Coordinamento Rete Oncologica Regionale con il seguente ordine del giorno:

1.    Approvazione resoconto attività della ROR anno 2011 - dati sulla mobilità regionale
2.    Stato di attuazione del processo di informatizzazione - Log 80 (Dott.ssa PaolaCasucci)
3.    Approvazione relazione di sintesi della I° conferenza organizzativa
4.    Proposta del piano di attività per il 2012 - priorità:
•    Riduzione della spesa
•    Riduzione mobilità passiva
5.    Approvare la costituzione delle commissioni per :
•    La ricerca
•    La formazione
6.    Approvare la costituzione del Gruppo di Lavoro per la multidisciplinarietà.
7.    Varie ed eventuali

PER INFORMAZIONI CONTATTARE IL + 39 0755784107 O SCRIVERE  reteoncol.umbria@ospedale.perugia.it